Mi chiamo Giorgia e ho scelto di fare Servizio Civile in Casa Suraya, una struttura a Milano che accoglie richiedenti asilo.
Ormai sono passati un po’ di mesi e ho conosciuto meglio questo posto, caratterizzato da tantissime culture e realtà differenti. Con il passare del tempo ho approfondito sempre di più le mie conoscenze riguardo al contesto. Riconosco che è un ambiente molto impegnativo, pieno di storie che, per quanto siano differenti tra loro, hanno una somiglianza: il dolore.
È molto difficile reggere la quantità di emozioni che possono arrivare tutte in un solo momento, capaci di abbattere il tuo umore e sconvolgerti la giornata.
C’è però una cosa positiva: nonostante le sofferenze subite, gli abitanti del centro hanno sempre un’energia particolare che ti fa tornare immediatamente il sorriso e ti restituisce la forza per reggere tutte le tensioni assimilate poco prima.
È un’energia che spesso viene trasmessa dai più piccoli e che ti ricorda che le cose belle sono fatte di piccoli dettagli.
È ciò che mi ricorda il motivo per cui ho fatto questa scelta: anche nei momenti più complicati, i più piccoli riescono sempre a restituirmi la carica per continuare, tenendo accesa quella luce di speranza che caratterizza gli occhi dei bambini.
L’inizio, per me, è stato molto disorientante: avevo un grandissimo timore di non conoscere abbastanza, ma proprio per questo è stato uno slancio che mi ha invogliata a fare di più. Ho cominciato piano piano e poi, in pochi mesi, mi sono immersa totalmente in questo mondo.
Ad oggi ho imparato a mettermi in discussione, riflettendo a lungo su ciò che mi accade quotidianamente e sulle iniziative che portiamo avanti insieme all’équipe, con la speranza di migliorare e di tenere sempre accesa quella speranza che oggi si affievolisce sempre di più.
Giorgia

