Ciao a tutti e tutte,
sono Daniele e dallo scorso maggio presto servizio presso la Cooperativa "La Finestra" a Malnate, la mia città. Si tratta di un centro che offre servizi per persone con disabilità, con l'obiettivo di abbattere i pregiudizi e favorire l'integrazione.
In questi mesi, "La Finestra" non è stata solo un luogo di servizio, ma un posto meraviglioso dove crescere e mettersi in gioco ogni giorno.
Come mi disse una ex civilista prima di iniziare: "Fare servizio civile a La Finestra è come entrare nell’armadio di Narnia”. Aveva ragione. Oltrepassato il cancello del centro, entri in un mondo fatto di volti, storie, fragilità e riscatti.
Inizialmente non pensavo ci fosse così tanto da fare, ma la realtà è che per questi ragazzi si fa tantissimo e in cambio, si riceve molto di più. Come dice il Vangelo di Matteo: “Date e vi sarà dato, cercate e troverete, aprite e vi sarà aperto”. Per me è stato proprio così: si era chiusa una porta con un altro bando, ma si è aperta questa “Finestra”.
Le settimane trascorrono veloci tra laboratori manuali e riflessioni. Adoro il laboratorio di assemblaggio perché mi permette di socializzare meglio con i colleghi, gli utenti presenti e i volontari. Ho anche imparato a usare strumenti nuovi, come il transpallet!
Non mancano anche attività che stimolano l’intelletto come il laboratorio di musica, tra sessioni di karaoke e i racconti riguardanti la storia della musica, i laboratori multimediali dove ci divertiamo a utilizzare Canva per creare contenuti per i social.
In questa “Narnia” sto imparando la semplicità. I disabili vivono con una purezza che noi, spesso incastrati negli schemi di una società che pretende sempre la perfezione, abbiamo dimenticato.
Questi sette mesi sono stati ricchi di eventi:
L’estate 2025: Tra partite di calcio, tornei di carte e chiacchere, ho trovato la chiave per entrare nel mondo di ogni utente. Partecipare a eventi come la festa sociale o il progetto del campo di lavanda è stato emozionante. Insieme a un collega e agli utenti, ci siamo dedicati al taglio della lavanda, portando poi il raccolto in sede per lavorarlo e setacciarlo con cura. È stato gratificante vedere quei fiori trasformarsi, grazie al laboratorio artistico, nei prodotti protagonisti del nostro mercatino di Natale. Con l'arrivo della primavera, torneremo in campo per recuperare le nuove piantine cresciute durante l'inverno, pronti a dare inizio a un nuovo ciclo.
Il Refettorio Ambrosiano: Nonostante i 40 km giornalieri, l’esperienza al refettorio è stata come sentirsi a casa. È stata un’esperienza fatta di incontri speciali: l’accoglienza di Fabrizia, le incredibili coincidenze — come scoprire che un collega conosceva lo stesso seminarista passato per la mia comunità — e il legame profondo con gli anziani del quartiere. Sedermi a tavola con loro, sentirmi il 'nipote aggiunto' che molti non avevano, è un dono che porterò sempre con me, insieme alle amicizie nate con i compagni di Servizio Civile di Milano.
Natale a novembre: A La Finestra è Natale tutto l’anno! Abbiamo preparato sagome in legno registrato un divertente video di auguri per Instagram, tra maglioni natalizi e risate. Ricordo ancora la sensazione di "follia" nel portare il maglione di Natale in struttura a metà novembre. Le colleghe del laboratorio multimediale ci avevano chiesto di partecipare al video di auguri de La Finestra e, nonostante l'imbarazzo di vestirci a tema in anticipo, è stata un’esperienza bellissima.
Dicembre: È stato forse il periodo più intenso e stancante, ma senza dubbio uno dei più belli. Tra le attività quotidiane e il supporto al mercatino della struttura nei weekend, non ci siamo mai fermati: servivano braccia per spostare le sagome del presepe e allestire l’albero in sede, e io ho fatto volentieri la mia parte.
Il momento davvero indimenticabile, però, è stato il weekend della tombolata nel mio oratorio. Ricordo ancora il pomeriggio passato a caricare il furgone con il mio collega: un incastro di materiali da portare per la festa della sera dopo. Ma la fatica è sparita davanti alla gioia della serata: stare accanto ai "ragazzi", emozionarsi con loro e aiutarli a segnare i numeri sulle cartelle, sperando con tutto il cuore che qualcuno facesse ambo o tombola, è stata l'essenza vera del Natale. Vicinanza e divertimento allo stato puro
Se dovessi dare una valutazione a questo percorso, userei due parole: dono e presenza. È la scelta migliore che potessi fare. Mi sta permettendo di crescere personalmente e di riscoprire il valore del lavoro di equipe.
Il mio viaggio continua. Come cantava Ligabue: “Soprattutto ci vogliono buoni compagni di viaggio.” Io i miei li ho trovati.
Daniele

