Un pomeriggio di formazione con i pescatori - Le parole di Cecilia che ha deciso di intraprendere l'esperienza del Servizio Civile con Caritas Ambrosiana!

Un pomeriggio di formazione con i pescatori – Cecilia

Ed eccomi di nuovo qui, a scrivere per il blog nell’ultimo giorno del mese. In Kenya è vero che le cose vanno pole pole (piano piano) ma in realtà le giornate finiscono sempre per riempirsi di tutto: persone, incontri, progetti, spostamenti… E a volte ti ritrovi a correre molto più che altrove.

In questi mesi sto scoprendo che fare del bene crea un’energia che si alimenta da sola: più ti coinvolgi, più senti il desiderio di fare ancora. Ma sto anche imparando che serve equilibrio, perché non puoi essere ovunque, e a volte fare la propria parte è già abbastanza.

Di recente abbiamo fatto una trasferta con l’ufficio in cui lavoriamo di Caritas Mombasa. Siamo andati a visitare alcuni progetti sul lago Jipe e sul lago Chala, dove lavoriamo con le comunità di pescatori.

Il nostro progetto, Stella Maris, prevede momenti di formazione e sensibilizzazione su temi di sicurezza in acqua. Durante il training abbiamo parlato di primo soccorso e dell’uso dei dispositivi di sicurezza come i giubbotti salvagente, coperte antifiamma, salvagenti, e kit di equipaggiamento base.

All’inizio pensavo che saremmo andati a distribuire il materiale, come spesso accade in molti progetti di aiuto. Invece no, l’obiettivo era rendere i pescatori consapevoli dei rischi e del valore di quegli strumenti.

Gran parte del training era in swahili, quindi mi sono fatta aiutare da colleghi per seguire meglio le testimonianze. Un collega mi ha riportato: “Ora che hanno capito quanto contano questi strumenti, molti sarebbero disposti a vendere una capra o una mucca pur di comprarli”.

Conoscendo l’importanza del bestiame nei villaggi, questa frase mi ha spiazzata, nel modo più semplice possibile. Non per l’immagine romantica del sacrificio, ma perché in quelle parole c’era consapevolezza. E quella consapevolezza era stata creata dal nostro contributo, una “semplice” formazione di un pomeriggio.

I pescatori erano stanchi di perdere persone in acqua, loro fratelli, e quel giorno avevano deciso che no, non volevano più rischiare così.

In due giorni abbiamo formato circa ottanta pescatori. Non è un numero enorme, ma se anche solo uno di loro userà quel giubbotto e tornerà a casa sano e salvo, allora forse abbiamo fatto qualcosa che conta davvero.

È stato un promemoria potente, e non voglio sembrare retorica, ma a volte non sono i gesti grandiosi a fare davvero la differenza. Il servizio civile qui mi sta insegnando che il cambiamento non arriva a grandi passi, ma a piccoli gesti che si sommano tra loro, e si autoalimentano.

Cecilia Cassis

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