Settembre è stato per me un mese di ripartenza.
Dopo l’estate, il Centro di Aggregazione Giovanile dove svolgo il mio Servizio Civile non era ancora riaperto ufficialmente e i ragazzi erano ancora a casa da scuola.
Insieme agli educatori abbiamo deciso di proporre alcuni pomeriggi gratuiti per far conoscere il CAG ai nuovi ragazzi e per far comprendere a tutti quali attività avremmo proposto durante l’anno.
L’obiettivo era semplice: creare momenti accoglienti e leggeri, in cui ciascuno potesse sentirsi libero di partecipare, scoprire e condividere.
Durante quei pomeriggi abbiamo organizzato attività diverse: giochi da tavolo, tornei sportivi, laboratori creativi e alcune uscite sul territorio, come quelle estive.
In luglio e agosto avevamo già trascorso giornate all’aperto, tra il parco di Vaprio e il fiume a Fara Gera d’Adda, per far conoscere ai ragazzi luoghi vicini ma spesso poco esplorati.
Ho imparato che basta poco per creare un buon clima di gruppo: un gioco, una passeggiata semplicemente il tempo di stare insieme senza fretta.
Il ricordo più significativo di quel periodo è però legato a un pomeriggio di settembre, quando abbiamo deciso di dipingere un murales vicino all’oratorio.
Con l’aiuto di un esperto abbiamo preparato i materiali e organizzato i turni. Per alcuni giorni il CAG è diventato un laboratorio a cielo aperto. C’era chi colorava e chi si occupava della merenda; i ruoli cambiavano continuamente, ma l’entusiasmo restava lo stesso.
Vedere i ragazzi collaborare, aiutarsi e sorridere mi ha fatto capire quanto anche un’attività semplice possa diventare un’occasione di crescita comune.
Oggi quel murales è il simbolo di un nuovo inizio. Rappresenta non solo il lavoro dei ragazzi, ma anche le relazioni che si sono create, la fiducia che è nata, il desiderio di costruire qualcosa insieme.
Ogni volta che passo davanti a quel muro, mi ricordo di quanto il Servizio Civile non sia solo un anno di attività, ma un percorso fatto di presenza, ascolto e condivisione.
Essere parte del CAG mi sta insegnando che, a volte, il valore più grande non è nel fare qualcosa di straordinario, ma nel contribuire, giorno dopo giorno, a rendere speciale ciò che è quotidiano.
Antonietta

