La nostra missione a Iparia è stata fitta di impegni e attività, ma quello che ci è rimasto dentro sono stati gli incontri: con le giovani della pastorale, le comunità indigene Ashaninka e Shipibo, le remote comunità cattoliche, i bambini, gli abitanti di Iparia, e i nostri stessi compagni di viaggio.
L’incontro con le giovani ragazze della parrocchia ci hanno permesso di non sentirci ospiti o esploratori della selva amazzonica, ma di essere un tutt’uno con ciò che ci circondava.
Abbiamo camminato ore sotto la pioggia nella foresta, attraversando ruscelli e camminando in equilibrio sui tronchi caduti, ammirando lo stile con cui queste giovani vivono la natura e facendolo nostro. Abbiamo condiviso con loro momenti ludici, paure e desideri sotto le stelle, strette attorno ad un fuoco sulle rive del río.
Gli incontri con le comunità indigene Ashaninka e Shipibo ci hanno fatto assaporare la bellezza della condivisione delle nostre culture, delle nostre lingue e l’emozione di costruire e progettare insieme per il bene della comunità e dei bambini.
L’incontro con le comunità cattoliche più remote ci ha fatto comprendere che vale la pena trascorrere ore sul fiume sotto il sole, in peke-peke, svuotandolo costantemente dall’acqua per non affondare, per condividere con loro anche solo un’ora, una messa, per farle sentire apprezzate e parte di una comunità che, anche se distante, si ricorda di loro.
I bambini e gli abitanti di Iparia ci hanno fatto sentire accolti e parte della comunità, nonostante fossimo dei gringos. Hanno condiviso con noi pasti, momenti, storie e tradizioni.
Infine, dall’incontro con i nostri compagni di viaggio milanesi e pucallpini, sono nate riflessioni, condivisioni e nuove amicizie destinate a crescere.
Ce ne siamo andati da Iparia arricchiti e con il desiderio di tornare e approfondire questi incontri.
Gli SCE 2025 di Pucallpa, Perù.

