Un secondo mese a Mombasa decisamente "WOW"!- Le parole di Cecilia, Rachele e Federica che, da due mesi, vivono l'esperienza del servizio civile a Mombasa

Un secondo mese a Mombasa decisamente “WOW”! – SCE 2025

Il nostro secondo mese a Mombasa è stato un mese decisamente “WOW”! Una delle nostre parole preferite durante queste ultime settimane… 

Ad agosto otto ragazzi sono arrivati dall’Italia per unirsi a noi durante i Cantieri della Solidarietà. Non è stato un arrivo semplice: 3 valigie smarrite, un volo perso, e tante ore di ritardo. Ma forse era destino che le cose cominciassero così, un po’ rocambolesche e imperfette, perché da lì in poi è stato tutto un lasciarsi sorprendere. 

Con loro siamo stati accolti per tre settimane alla St. Mary Catholic Church di Changamwe, un quartiere di Mombasa.

Ogni mattina iniziava la nostra avventura al Summer Camp: campi da gioco pieni e bambini che correvano dovunque, tornei sportivi, disegni, canzoni e tanti, tanti balletti. Gli abbracci dei bambini ci aspettavano ogni giorno come il gesto più naturale e prezioso, cancellando la stanchezza accumulata. 

I pomeriggi avevano un altro ritmo, più lento e profondo. Al Mahali Pa Usalama, letteralmente “un posto sicuro”, il rescue center dove noi SCE lavoriamo regolarmente, le vite dei bambini e delle bambine si sono intrecciate anche alle vite degli otto volontari. Insieme abbiamo giocato, dipinto un murales ma anche costruito uno spettacolo teatrale che abbiamo condiviso con gli ospiti di una delle case di riposo qui a Mombasa. 

E poi c’era la vita del gruppo, la nostra piccola comunità improvvisata. Le treccine di Arianna che le donavano un’aria nuova, i continui incidenti di percorso di Nicole che ormai erano diventati la normalità, gli scherzi e le prese in giro che ci facevano sentire leggeri.

Le cene erano momenti ricchi: piatti che mischiavano la cultura kenyota a quella italiana, risate e parole che piano piano diventavano confidenze, racconti sinceri di quello che ognuno aveva vissuto durante la giornata. A volte ridevamo fino a piangere, a volte ci commuovevamo davvero… 

In mezzo a tutto questo, c’erano i colori e i suoni del Kenya: è stata anche l’occasione per esplorare, conoscere, condividere, confrontarsi con diverse realtà religiose… cercando insieme, come gruppo, di vivere a pieno questo Cantiere e di entrare in contatto con una parte del mondo nuova e complessa. 

Ci è piaciuto condividere un’esperienza così forte e coinvolgente con i ragazzi, rimanendo stupite dal modo in cui ognuno ha messo in gioco una parte di sé in modo spensierato e gratuito. Tutti pronti a darsi una mano, pronti a rassicurarsi con uno sguardo o a snocciolare concetti che a volte da soli non si comprendono. Tutti pronti a darsi da fare, con la consapevolezza che a volte l’aiuto arriva semplicemente dalla presenza. 

Asante sana, ragazzi! Asante sana, Kenya! 

Le SCE di Mombasa 2025

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