Qui è normale - Le parole di Maria Teresa che ha appena concluso il primo mese di Servizio Civile in Kenya a Malindi con Caritas Ambrosiana

Qui è normale – Le parole di Maria Teresa

Qui è normale 

Eccomi qui nel luogo dei miei desideri: l’Africa. 

Sono in Kenya da non tanto, appena una settimana.

 Sono in un’altra città, in un altro continente, lontana fisicamente dalla mia terra, dalla mia cultura.

 Sono stata prima qualche giorno a Mombasa e poi sono arrivata a Malindi.

Ciò che qui risalta agli occhi è la natura: qui è pieno di verde, di alberi alti e imponenti, si vedono tantissime farfalle variopinte danzare in mezzo alla natura. (non ne ho mai viste così tante come qui).

 A Malindi è normale vedere nelle strade tuktuk, boda boda, matatu, sarebbero una sorta di taxi privato.

 Il tuktuk è un carretto a tre ruote (prenderlo è sempre un’avventura).

 Il boda boda o chiamato anche piki piki è una moto taxy (qui a Malindi puoi anche vedere 3 persone sul boda, qui è normale). 

Il matatu è un pullmino pubblico che non parte fino a quando non si riempie (fino a quando non ti accicci). Salire su questi mezzi è sempre rilassante, ovviamente se vai di fretta non arrivi sicuramente in orario, ma almeno ti sei goduto il panorama della strada lungo il tragitto. 

Qui a Malindi è normale vedere galline libere per strada, come anche mucche, buoi e caprette al pascolo. (nota spiacevole: talvolta pascolano in mezzo all’accumulo di immondizia, cosa che mi fa sempre molto male vedere: per me è shocked, ma qui sembra normale). 

Qui è normale vedere costruzioni con impalcature sorrette dal legno, altrettanto normale è vedere gli operai senza caschi, senza protezioni, anzi si lavora spesso a piedi e mani nude. Molto strano per noi, eppure è normale. 

Qui è normale guidare senza neppure un cartello stradale (non li hanno inventati qui). Qui è normale vedere corvi su corvi che ti volano da vicino. 

Qui è normale vedere case ben strutturate, voltare l’angolo e vedere gli slam, una specie di baracca dove tutta la casa è in un’unica stanza che si affaccia sulla strada). 

Qui è normale non fare la raccolta differenziata. 

Qui è normale non bere l’acqua dal rubinetto perché non potabile.

Qui è normale vedere giovani, donne, bambini venderti roba, cibo per strada, in spiaggia, fuori i bar e i supermercati. 

Qui è normale vedere donne che reggono sopra il loro capo faldoni di acqua e tante altre cose. 

Qui è normale che in chiesa si canti e si balli moderatamente. (i canti sono uno più bello dell’altro). 

Qui è normale, durante le riunioni, ripresentarsi sempre, anche se ci si conosce. Però qui non è normale vedere un “Muzungu” (persona bianca) che cammina. 

Chissà, mi chiedo, se dopo un po’ di tempo a passeggiare tra le strade di Malindi, se diventerò anche io “normale” qui. Chiudo dicendo che sono felice e full of gratidude “piena di riconoscenza” di essere qui, ma soprattutto sono ancora più felice di essere qui con Francesca, la mia compagna, sorella per un anno qui a Malindi.

Adesso lei qui è la ‘mia famiglia’ insieme a tutte quelle persone che incontrerò qui. “Karibuni” : “Benvenuti” è la parola che mi sono sentita rivolgere un’infinità di volte da quando sono qui.

Che bello quando qualcuno ti accoglie. 

Ecco questo dovrebbe essere normale dappertutto: accogliersi custodendosi e rispettandosi nella bellezza della diversità.

Questo per me è il Kenya. Asante sana Kenya. Asante sana Dio e a chi, tramite Lui, mi instrada verso la felicità! Per sempre infinitamente grata. Amen. Allelujia

N.B.: Qui in Kenya non si va di fretta, la vita si vive pole pole, ovvero piano piano, per questo la vita si assapora di più in tutte le sue sfaccettature.

Alla fine, il tempo è uno stato d’animo e, qui, in Kenya, lo hanno capito.

Maria Teresa Cassese

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