Oggi provo per la prima volta a fare musicoterapia. Non so bene cosa sia, ma è una delle attività che il Centro La Vite propone ai ragazzi che lo frequentano ogni giorno.
E' il primo laboratorio che seguo. Salgo le scale per raggiungere l'aula mentre cerco di capire dai ragazzi che cosa mi aspetterà. Sono un po' agitata, perché temo che mi venga chiesto di cantare - e io canto solo da sola in macchina, dove nessuno può sentirmi!
La prospettiva di dover fare qualcosa che sento mi esporrebbe così tanto mi fa un po' pentire di aver accettato di seguire questo corso invece di un più tranquillo laboratorio di carte.
Luisa mi spiega che si crea musica insieme; Stefano dice che è molto bello. Laura, che non può vedere, mi assicura: "Ci si diverte qui, Claudia!"
L'educatrice - di cui non ho ancora imparato il nome- distribuisce a tutti delle percussioni. Poi, tutti insieme, cantiamo e suoniamo la canzone del buongiorno (funziona anche se è già pomeriggio) e il laboratorio ha inizio! A turno, siamo chiamati a creare ritmi e musiche un po' come capita.
Capisco che la musica può essere un ottimo strumento per imparare a dialogare, rispettare gli altri e i loro tempi, capire come non sovrapporsi e lasciarsi spazio a vicenda per far sentire la voce di ognuno o del suo strumento.
Vedendo Luisa, Laura e Stefano cercare spesso con fatica di seguire le indicazioni dell'educatrice mi ha dato modo di comprendere spaccato delle loro personalità.
Anche io ho dovuto suonare, battere le mani e creare il mio ritmo. E, come aveva detto Laura, è stato divertente.
Alla fine, ho anche pensato che cantare non sarebbe stato così male.
Claudia

