Mi chiamo Nina, ho 29 anni e quest’anno ho realizzato un sogno che per lungo tempo mi è sembrato lontano: partire per un anno di Servizio Civile all’estero.
Un’esperienza che ho deciso di intraprendere con grande entusiasmo, ma anche con la consapevolezza che, per quanto desiderata, rappresenta anche un grande passo fuori dalla mia zona di comfort.
Sono nata in Moldova, ma sono arrivata in Italia quando avevo solo sette anni. Il destino ha voluto che la mia esperienza di servizio civile mi portasse proprio in Moldova, un ritorno che sarà non solo un viaggio geografico, ma anche un viaggio nel profondo di me stessa, alle origini di quella che sono oggi. È un po’ come se il cerchio si chiudesse, con il mio lavoro e la mia vita che mi riportano (dopo otto anni che non torno) a un luogo che, pur essendo lontano fisicamente, in qualche modo è sempre rimasto dentro di me.
Nella mia vita ho sempre cercato di mettermi al servizio degli altri sentendo una forte spinta verso le problematiche sociali e il desiderio di fare qualcosa per chi si trova in difficoltà. Ho avuto la fortuna di lavorare in ambito sociale, prima come volontaria e poi anche come professionista, e ho sempre sentito che il mio posto fosse in quel mondo.
Negli anni mi sono dedicata a esperienze significative che mi hanno permesso di crescere e imparare: ho lavorato in comunità e ho svolto attività di volontariato in ambulanza per molti anni.
La decisione di mettere in stand-by la mia vita per dedicarmi all’esperienza di servizio civile è nata da una riflessione profonda sul mio futuro e dal desiderio di concentrarmi su un progetto che mi permettesse di crescere e di acquisire nuove competenze in un contesto internazionale. Ho scelto un progetto che si occupa, tra le tante cose, di donne e mamme in situazioni di emarginazione sociale perché è un tema che mi sta particolarmente a cuore.
Spero che questa esperienza mi permetta di entrare in contatto con una realtà che conoscevo da lontano, di comprendere meglio le difficoltà di chi vive in contesti emarginati e di mettere a frutto gli strumenti che ho acquisito nel corso degli anni per affrontare situazioni complesse.
Credo che il servizio civile possa davvero essere una scuola di vita, dove ogni giorno rappresenta un’opportunità di apprendimento, di crescita e di messa in gioco.
Il mio obiettivo, infatti, non è solo quello di dare il mio contributo, ma anche di acquisire conoscenze e competenze che mi permettano di lavorare in futuro in progetti concreti e significativi, con l’ambizione di dedicarmi alla cooperazione internazionale e di impegnarmi in ambito sociale, in particolare nell’aiuto alle donne in difficoltà.
Concludo con la speranza che l’esperienza di servizio civile non solo mi arricchisca personalmente, ma che mi permetta anche di essere parte di un cambiamento positivo, anche se a livello più piccolo, nel percorso di vita delle persone che incontrerò.
Nina

