Manca meno di una settimana alla partenza per il Perù, direzione Pucallpa, alle porte della foresta amazzonica.
Sembra ieri quando una collega mi parlò per la prima volta, in piena stagione lavorativa, della sua esperienza di servizio civile in Bolivia.
Non posso non ricordare il fascino che provai nei confronti di tutte quelle storie fatte di speranza, volti, incontri, gioie e fatiche.
Fu in quel momento che capii, forse non tanto da ciò che raccontava, ma dal come lo raccontava, che quell'anno vissuto in America Latina aveva profondamente inciso sulla sua vita, cambiandola definitivamente.
Fu quel suo sguardo sul mondo così bello e diverso che mi convinse che era arrivato il momento anche per me di mettermi al servizio, di scoprire qualcosa di più di me e di ciò che mi circonda.
Dove mi porterà tutto questo ancora non lo so, sento soltanto che questo lungo viaggio, tra alti e bassi, possa condurmi per mano ad essere una persona migliore.
Non sarà facile stare di fronte alla povertà, toccare con mano l'ingiustizia e confrontarsi quotidianamente con persone fragili ed escluse.
C'è però una speranza di fondo che, a pochi giorni dall'inizio di quest'avventura, mi accompagna, e non consiste tanto nel potere individuale di cambiare le cose, ma nella possibilità che avrò, grazie al servizio civile, semplicemente di esserci per queste persone, di fare quello che posso.
Credo sia questa presenza e ciò che ne scaturirà, alla fine, la grande ricchezza a cui andrò incontro e che mi verrà gratuitamente donata.
Ho questa speranza: riuscire con tutte le mie aspettative, paure, forze e debolezze, a restituire qualcosa di bello e di buono.
Cristian

