Lasci tutto? Un lavoro a Bruxelles, un’esperienza nelle istituzioni europee… per l’Africa?
È una delle domande che mi sono sentita fare più spesso negli ultimi due mesi. Una domanda legittima, comprensibile. Eppure, sì, eccomi qui, in partenza. Pronta.
Con una valigia che pesa poco (forse) e una scelta che pesa tanto, ma in modo bello, pieno. Una scelta che sento mia, profondamente.
Dopo anni di studio, di tirocini nelle istituzioni internazionali, di lingue apprese e confini attraversati, sentivo che mancava qualcosa. Qualcosa di semplice, di reale, di quotidiano. Avevo bisogno di uscire dalla teoria e incontrare la vita, quella che non sta scritta nei report o nelle agende.
Il Servizio Civile per me è proprio questo: mettersi a disposizione, non per fare qualcosa in grande, ma per essere presenti davvero. Dove serve, come si può, con quel che si ha.
Lavorerò con bambini ed è forse l’aspetto che più mi entusiasma. I bambini di oggi sono gli adulti di domani, lo dico sempre. Però sono anche maestri straordinari nel presente. Hanno uno sguardo sul mondo che spesso noi perdiamo per strada, ed è un privilegio poter condividere un pezzo di cammino con loro. So già che avranno molto da insegnarmi.
E ora, chi sono io?
Bella domanda... Una a cui sto ancora cercando risposta, a dire il vero. Per ora posso dire che mi chiamo Cecilia, mi piace correre (in tutti i sensi) e adoro le lasagne al pesto di mia nonna. Sono una persona curiosa, energica, con la valigia quasi sempre pronta. Mi auguro di portare un po’ di leggerezza, di ascolto, nelle vite che incrocerò. Di offrire, nel mio piccolo, qualcosa che resti.
Non ho tutte le risposte, anzi. Ma parto con la voglia di imparare. Di imparare dagli altri, e chissà, magari anche da me stessa.
E forse, alla fine, saranno proprio quei bambini ad aiutarmi a rimettere a fuoco ciò che conta davvero. A ricordarmi che non serve sempre correre per sentirsi vivi. A volte basta rallentare, respirare, guardarsi intorno.
E allora, Ceci, adesso puoi andare. Non serve correre. Cammina. Respira.
E lasciati guidare dal ritmo lento delle onde di Mombasa.
Dolcemente viaggiare
Rallentando per poi accelerare
Con un ritmo fluente di vita nel cuore
Gentilmente senza strappi al motore…
Cecilia

