Letizia ha scelto di vivere l'esperienza del Servizio Civile con Caritas Ambrosiana. E' pronta a partire per il Perù avendo in mente: "Mai paura, camminare"

Mai paura, camminare!

Quando faccio le valigie? Riuscirò davvero a traslocare tutto in due giorni? I miei blazer li porto da Fra, e le scarpe da mamma e papà? 

 

Queste sono le domande che mi frullano in testa a una settimana esatta dalla partenza. 

Da circa un mese cerco (con alterni successi) di trovare un equilibrio tra il sonno e l’organizzazione — che, ammettiamolo, non è proprio il mio punto forte — per preparare un viaggio che mi porterà dall’altra parte del mondo, per un intero anno. 

 
 In mezzo a tutta questa confusione, però, una certezza c’è: non vedo l’ora di essere su quell’aereo per il Perù. 

 
Mi chiamo Letizia, ho 27 anni, e il 23 giugno partirò per Pucallpa, insieme ai miei compagni di viaggio Beatrice, Cristian e Noemi. 

 
 L’estate scorsa ho vissuto la mia prima esperienza di volontariato nelle Filippine. Credo che proprio lì, senza accorgermene, sia stato piantato un seme — un seme che, crescendo, mi ha portata a inviare la candidatura per il servizio civile un’ora prima della chiusura del bando. 

 
 Non è stato semplice decidere di partire. Fino a poche settimane fa avevo un lavoro a tempo indeterminato in una fondazione che si occupa di sostenibilità e rigenerazione urbana. Vivevo in una casa a Milano, con un balconcino meraviglioso affacciato sulle colonne di San Lorenzo, una coinquilina altrettanto adorabile e una relazione stabile e felice. 

 
 “Ma perché te ne vai?” 

 La verità è che ho deciso di ascoltarmi e seguire quel bisogno che mi diceva che ho ancora tantissimo da capire, scoprire, imparare. E so che, per farlo davvero, devo muovermi. Mettermi in discussione. Imparare a pensare in modo nuovo, laterale. 

 
 Quindi, per citare il mio saggio nonno: 
“Mai paura. Camminare, camminare.” 

 Letizia 

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