QUESTA SONO IO - Le parole di Beatrice che ha scelto di vivere l'esperienza del Servizio Civile in Perù con Caritas Ambrosiana.

QUESTA SONO IO…- Beatrice e il Servizio Civile

Ciao, sono Beatrice, ho 26 anni, sono di Milano e sto per partire per un anno di Servizio Civile a Pucallpa, in Perù.  

Ripensando agli eventi che mi hanno condotta fin qua, devo ammettere che sono stati un susseguirsi di chiavi e porte trovate lungo la mia strada, di mio ci ho messo la capacità di trovare per ogni chiave la serratura della porta corrispondente. Con il senno di poi possa ammettere non sia stato un percorso facile ma sicuramente già pieno di soddisfazioni.  

Ho presentato la domanda per lo SCE l’ultimo giorno del periodo di proroga, qualche ora prima della scadenza del bando. Gli attimi che hanno preceduto il momento dell’invio della candidatura sono stati pieni di dubbi, domande e perplessità (non tutti ancora risolti). Non immaginavo, ma per essere accettati come civilisti all’estero con Caritas Ambrosiana ci sono una serie di colloqui e incontri da fare che possono rendere il percorso un po' in salita, ma nulla di insormontabile.

Sapevo che i candidati per il Perù erano più dei posti a disposizione, quindi, ho affrontato gli step successivi dando il meglio di me per farmi conoscere, per far capire chi sono, le mie qualità e l’apporto personale che potevo dare al progetto.  

Prima di sapere il verdetto, alla fine dell’incontro in presenza di selezione, ricordo di aver detto in cerchio davanti a tuttidopo questa giornata mi sento consapevole di trovarmi nel posto giusto. Questa è stata una delle rivelazioni più belle e importanti che potessi dedicarmi. In poche occasioni mi sono sentita così convinta della scelta fatta e l’idea che questa mi portasse dall’altra parte del mondo mi elettrizzava.  

Ricordo ancora vivo nella mia testa, è stata la chiamata ricevuta ad aprile da Davide, OLP per il Perù, che mi comunicava di essere stata presa. Ero in giro per strada e la sensazione che rammento era di totale positiva confusione, avevo un sorriso incontrollato e non riuscivo a stare ferma, ero in un momento di totale euforia.  

Riportando i piedi per terra, concludo con la consapevolezza che sono tante le persone che lascio, gli affetti, la famiglia, le amicizie, la squadra di rugby, il lavoro ma altrettante saranno le persone che incontrerò e con loro sarà emozionante scoprire un nuovo mondo, un nuovo continente, nuove culture e abitudini.

Alcune volte penso a quello che sto facendo e mi dico che è una follia, non me lo ha ordinato il medico e nessuno mi ha costretto a lasciare tutto e iniziare un nuovo percorso di vita in un nuovo paese ma sono convinta sia la scelta migliore che io potessi mai prendere e sono grata alla vita delle opportunità e delle persone che mi sta permettendo di incontrare lungo il mio cammino.  

Beatrice

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