Sì, viaggiare

Sì, viaggiare

A Formentera ci sono stato, mi dico. In Sardegna quattro volte. Gallipoli ormai è di casa.

“Non è il momento di pensare a viaggiare”, mi ripeto rispondendomi da solo. Mi sono appena laureato (fAAAticosamente) e lavoro in uno studio legale da un mese.

“Vorrei viaggiare”. Io ci provo a scacciare il pensiero dalla mente, ma puntualmente torna come un martello pneumatico mentre fisso il desktop del computer che quotidianamente cambia automaticamente sfondo. Un giorno la spiaggetta in un’isola tropicale, un altro in cima ad una montagna innevata, un altro ancora in una verde distesa di fiori e farfalle.

È questo il viaggio che intendo quando acconsento colpevolmente che i miei pensieri fluiscano liberi? Sì, ma anche no. Certamente mi piacerebbe stare in spiaggia con un cocktail in mano al posto che rimanere qui nella mia postazione in penombra a setacciare tutti i precedenti giurisprudenziali sul caso del momento. Tuttavia, riconosco che il mio desiderio di viaggio porta con sé anche un’altra considerazione: non ho bisogno di una vacanza (non più di quanto ne abbiamo bisogno tutti sempre), ho bisogno che la componente del viaggio sia un mezzo per capire meglio ciò che desidero da me e da quello che mi circonda, vorrei riuscire a riconoscere meglio quello che sono “io” e quello che sono gli “altri”, e saperli dividere e anche fondere a seconda dei casi.

In viaggio verso la Moldova

E così, dal niente al tutto e senza troppi mezzi termini, sono in partenza per la Moldova per un anno intero.

Non era nei piani iniziali, ma in fondo le idee che mi balenavano in testa quando ho deciso di fare domanda per il Servizio Civile non potevano veramente chiamarsi “piani”.

E a seguire, le sensazioni che precedono questa partenza non hanno una forma precisa; c’è entusiasmo e preoccupazione, desiderio di fantasticare sulla destinazione e di godermi quello che per un po’ mi mancherà di casa. Azione e inerzia insieme, il tutto senza contraddirsi più di tanto.

Quando penso al fatto che prima o poi dovrò mettermi a fare la valigia mi accorgo che effettivamente sto per affrontare un viaggio, ma forse è la prima volta che mi rendo conto di essere già adesso in viaggio e di esserlo stato finora senza farci troppo caso.

So già che, contrariamente a quanto dice la canzone di Battisti, non potrò garantirmi di procedere gentilmente senza strappi al motore, ma mi auguro lo stesso di mantenere quel ritmo fluente di vita nel cuore.

Vi aggiorno.

Luca

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