Su un altro pianeta

Ciao blog, dopo il periodo delicato che abbiamo vissuto ho svolto a giugno e luglio il servizio civile facendo visita agli anziani presso le loro case; quando però gli ospiti da cui andavo sono andati tutti in ferie, dal 28 Luglio e per tutto Agosto ho svolto il mio servizio presso l’ Opera Cardinal Ferrari, che è un centro diurno per persone senza dimora e in grave disagio sociale. Era una sede disponibile ad accogliere e quando mi è stata proposta ho detto sì perché volevo fare a tutti i costi una nuova esperienza. Ora che ti sto scrivendo e ho concluso il mese posso dire di aver fatto una scelta giusta!

Allora voglio raccontare la mia esperienza: all’inizio ero molto disorientato sia per l’ambiente che non conoscevo, ma molto spazioso e colorato, sia per gli ospiti che all’ Opera chiamano “carissimi”.

Mi sono presentato agli operatori e all’educatore di riferimento del servizio civile (OLP), che dopo un inizio formale si sono poi rivelati persone molto accoglienti e disponibili anche al confronto. Ho svolto questo servizio in compagnia del mio “collega” Alessandro che mi ha illustrato tutta la procedura per accogliere i “carissimi” all’ interno della struttura: misurare la febbre, lavare le mani, consegnare il turno per il pranzo e segnare con una crocetta la presenza. Quando ci ho preso la mano ho anche imparato a memoria tutti i nomi in modo da chiamarli in modo diretto e non solo con il generico “carissimi” ed è andato tutto liscio. Il servizio l’ho svolto in portineria per l’accoglienza, anche con gli altri volontari, e poi in Refettorio per chiamare i “carissimi” a tavola e aiutare a servire il pranzo.

Devo dire che sono arrivato al centro diurno con qualche pregiudizio nei confronti dei senzatetto, i “carissimi” ospiti del centro, ma poi sentendo le loro storie, confrontandomi e scherzando con loro, posso dire che, grazie a questa esperienza, ho cambiato punto di vista.  Ora sono più consapevole che ogni volta che passo per strada ed incontro una persona bisognosa c’è dietro una storia particolare, c’è una ragione del perché sia in quella condizione e ho riflettuto che sono fortunato ad avere un tetto sopra la testa e un pezzo di pane da mettere sotto i denti!

Certo quello che ho provato la prima volta che ho varcato la porta del Centro, vedendo tutte quelle persone, è stato strano mi sembrava come essere su “un altro pianeta”, mi sentivo non sulla terra o certe volte come se fossi in un set di un film! Senz’altro perché non ero abituato a vedere da vicino situazioni di questo tipo e anche perché venivo da un'altra esperienza di servizio civile, quella del centro diurno per anziani, che è in un ambito completamente diverso.

Concludo dicendo che all’Opera Cardinal Ferrari ho lasciato molte amicizie con “i carissimi” e i volontari; con loro mi sono trovato a mio agio e l’andare via mi è dispiaciuto.

Pensavo di andare solo ad aiutare, invece sono stato aiutato da loro inconsapevolmente, perché sono riusciti a farmi aprire di più e così ho potuto confrontarmi con persone più grandi di me e di molte culture diverse, mi è servito.

Vabbè blog…ora e il momento per me delle ferie, tornerò al mio servizio ancora con più voglia di fare e di dimostrare a me stesso e agli altri che sto cambiando.  Alla prossima!  

Matteo

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