“Sarà splendido!”

Un tempo per me, un tempo di incontri, sfide a calcetto, film la domenica pomeriggio, chiacchierate sul divano, intorno a un tavolo o durante le belle passeggiate per Milano, accordi da imparare e un ukulele da suonare, cene, pranzi, caffè e merende, sfide a Uno e a Dixit, un tempo dove il tempo non si ferma, dove il presente è fatto di istanti che vorrei saper raccontare. Ecco come mi sento a due mesi dall’inizio del Servizio Civile, sembrerebbe già quasi pieno lo “zaino magico” che citavo proprio nel mio primo racconto, pazzesco!

Tempo è la “parola magica” che fa della mia esperienza la sua essenza più vera e profonda: un tempo dedicato, un tempo che inizia appena metto piede, ogni giorno, in Comunità, lì il tempo diventa occasione e proprio quando il “Non vedo l’ora di ritornare” risuona nella mente, capisco che tutto è diventato più famigliare.

Ma che strano il tempo, proprio quando la paura dell’inizio si stava trasformando nel desiderio di giocarsi e vivere, proprio quando la familiarità del posto si stava facendo casa, proprio quando quelle persone erano diventate la quotidianità, tutto è diventato attesa. Non è facile, ma è bastato poco per rendermi conto quanta voglia ci sia di ri-tornare e re-stare in quel tempo che lì dentro stava prendendo forma (la “forma” ve la racconterò prossimamente!).

Allora a presto, ma prima di salutarci vi lascio con un’altra “super cit!”, questa volta di Max Pezzali: “Che c’è il mio secondo tempo e non voglio perderlo, perché io un po’ mi sento come all’inizio dello show, però è il mio secondo tempo e io voglio godermelo, perché io, io già lo sento, sarà splendido!”

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