Servizio Civile

Caro Blog,

Mi presento, sono Roberta Spada, ed ho iniziato questo nuovo anno cimentandomi in una nuova impresa, ovvero, il Servizio Civile Nazionale.

 Inizio raccontandovi un po’ di me, ho 22 anni, ed i miei studi si sono sempre incentrati sull’arte, sono nata e cresciuta a Lecce ma per proseguire ho scelto di migrare verso il nord italia, stabilizzandomi qui, in Lombardia, a Milano. Capirete il trauma.

PERCH​é HO SCELTO IL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE?

Bene, dopo un anno passato nel più completo caos esistenziale, mi sono data un punto per ricominciare.

L’idea del servizio civile mi è stata raccontata inizialmente da amici e parenti, ed ammetto che all’inizio ho avuto difficoltà a capire cosa cercare e come farlo, ma non mi sono arresa ed ho comunque proseguito nella più ardua ricerca ed ammetto che è andata bene.

I bandi erano tanti, come tante erano le cooperative che mi sono ritrovata davanti, ma l’idea di entrare a far parte della famiglia Caritas mi piaceva.

All’inizio ero orientata verso un servizio rivolto ai giovani, perché grazie alle esperienze avute in oratorio, nei campi estivi e sportivi mi sono sempre relazionata con poche difficoltà, certo, l’impresa ha avuto delle curve non facili ma mi ci sono fiondata con tutto il cuore e alla fine ne sono uscita con un qualcosa in più.

Ma non mi bastava, volevo, voglio, migliorare e imparare un sacco ! Con la consapevolezza di poter fare del bene, così, tra un bando e l’altro ho scelto AL PASSO CON GLI ULTIMI. Quest ultimo è rivolto agli anziani con malattie psichiatriche, io in particolare svolgo il servizio in un centro diurno, ebbene si, tutt’altro rispetto a quello che avevo sperimentato in precedenza. Sì, mi sono detta perché no! PERCHE’ NO ROBY! Vai, buttati e sii la scintilla che sempre hai voluto essere, mettici il cuore, emozionati, impara, agisci e cresci. Facendo ciò non puoi sbagliare, è sicuro, VAI!

E vi lascio così, certo, siamo ancora all’inizio, sono sicura che ci saranno alti e bassi, ma partire così non mi sembra tanto male 😉

Al prossimo post, Roby

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